mercoledì 21 maggio 2008

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L’autoinganno
Proviamo a guardarci intorno, va tutto alla rovescia, è tutto sottosopra. I medici distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, le università distruggono il sapere, i governi distruggono la libertà, i principali mezzi di comunicazione distruggono l’informazione e le religioni distruggono la spiritualità.
Perché? Perché è quello che sono tenuti a fare.
La struttura di tutte le istituzioni è gerarchica e ogni livello di questa gerarchia conosce solo ciò che e necessario sapere per svolgere il proprio ruolo.
Lo schiavo di qualcuno è il padrone di qualcun altro.
Il sistema esige che ognuno controlli qualcun altro. Quello che noi chiamiamo società libere non sono altro che dittature dei pochi sui molti. Rendiamoci conto che non è il sistema al nostro servizio ma noi al suo. Siamo schiavi e ci illudiamo di essere liberi. Conosciamo la verità ma confidiamo disperatamente che le spiegazioni che ci vengono fornite suonino abbastanza credibili per continuare a illuderci che tutto vada bene. Altrimenti saremmo costretti a fare qualcosa, ad agire, ad ammettere le nostre responsabilità e le nostre mancanze, senza più poterci lamentare e questo per molti sarebbe un dramma. Siamo così assuefatti a sentirci dire che cosa dobbiamo fare, come pensare, a chi credere che ci sentiremmo persi.
Piuttosto che affrontare una verità spiacevole preferiremmo quindi ascoltare una bella menzogna.
Una delle maggiori espressioni del controllo è dato dalla religione nata come intermediario tra il volere divino e gli uomini. E’ nata l’immagine di un dio diviso dalla sua creazione, provocando all’interno dell’uomo una spaccatura tra il fisico e lo spirito, tra il visibile e l’invisibile.
Qualsiasi divisione è parte dell’inganno, frutto dell’ignoranza, è arbitraria ma funzionale al potere che la alimenta con la paura fingendo di offrire certezze.
Tutte le ricette che ci vengono date riguardano un dare qualcosa oggi per ottenere la salvezza nel futuro.
Per millenni la religione pur di tenere succubi miliardi di individui sottomessi, non ha esitato a stabilire un concetto di dannazione che non ha nessuna ragione d’essere, insegnandoci a considerarci separati da dio e divisi tra l’aldiquà e l’aldilà. Ci hanno detto che siamo nati impuri e peccatori con l’obiettivo di allontanare l’uomo da dio, cioè da se stesso e la sua divinità.
Quante morti, sofferenza, divisioni e guerre sono state e sono combattute ancora oggi per imporre il proprio pensiero, la propria religione o la propria razza. Queste divisioni creano ancora più fratture, sempre più profonde con l’obiettivo di separarci e isolarci per controllarci.
Che pazzia è tutto questo. Noi siamo Coscienza Infinita e allora perché mai dovremmo avere bisogno di preti, califfi, imam, rabbini che ci dicano cosa pensare o come vivere la nostra vita?
Ma il conflitto è ciò che il sistema vuole e se siete abbastanza consapevoli da rifiutare le religioni convenzionali ci sono altre opzioni: il dio denaro, il dio potere, il dio “status” e tanti altri.
Tutto questo funziona perché l’uomo è convinto che la sua realtà dipenda dagli altri, ha dimenticato se stesso e rinunciato ad esser il protagonista della sua esistenza.
Sin dalla nascita veniamo educati o meglio indottrinati tramite la famiglia, la scuola, la religione e la televisione, a credere che il mondo in cui viviamo sia l’unica realtà possibile. Un mondo dove tutti siamo in competizione in cui vige la legge del più forte.
Ci fanno credere che ci sono persone molto più intelligenti di noi che agiscono per il nostro bene e ci governano, che la tecnologia porterà a sempre maggior benessere, le guerre vengono combattute per garantire la pace e tante altre fesserie del genere.
Questo grande e rumoroso spettacolo serve a tenerci lontani dal nostro vero Essere e fino a quando saremo distratti non noteremo nulla.
Ma perché questa paura per il cambiamento?
Cambiamento vuol dire trasformazione, mutamento, ma in una società rigida basata sul controllo sarebbe la fine, ecco perché si cerca di sopprimere la creatività, la scelta consapevole e vengono messi in scena falsi cambiamenti che facilitano il controllo.
Questa incredibile paura dell’ignoto che è principalmente paura della morte, ci ha isolato da tutti e da tutto. Oggi non ci fidiamo più di nessuno siamo dominati dalla paura. La nostra capacità di agire è regolata da migliaia di leggi, ogni aspetto della vita lo è, tutto questo è assurdo.
Per paura abbiamo ceduto il nostro potere ogni giorno di più e come possiamo vedere i problemi sono progressivamente aumentati. Come disse Einstein “ i problemi non possono essere risolti con la stessa intelligenza con cui sono stai creati”.
Tutti i nostri problemi sono stati generati da una deresponsabilizzazione che è cresciuta in continuazione, alimentata dall’impotenza.
A forza di vedersi limitato, l’uomo pur di non ammettere che è egli stesso la causa della sua condizione, si è creato la fede, a volte nella chiesa, a volte nella scienza, nella patria, nella famiglia, nelle istituzioni, nel partito, nel lavoro, nella democrazia, etc. Ha cercato di affidarsi a chiunque e a qualunque cosa, meno che a se stesso.
Perché è così difficile amare e rispettare se stessi senza farsi del male?
Siamo così convinti che questa vita sia un inferno che lo abbiamo reso tale, eppure il paradiso è sempre stato qui ma per paura non lo abbiamo visto.
Ci siamo abituati e arresi ad una vita di stenti e di sofferenza in attesa di una vita migliore senza renderci conto che è già qui e non bisogna aspettare.
Usciamo dalla prigione della nostra mente e facciamo pace con noi stessi, non esiste nessun là fuori ma solo un qui dentro.
Fino ad ora la mente dell’uomo è stata intrappolata in una ragnatela di paura limitazione e ignoranza perché è stata dominata dall’ego e tutto questo si è riflesso nel mondo.
L’ego è una falsa identità che ha bisogno di sicurezza ecco il perché della rigidità e della paura per il cambiamento. Vede tutto come una minaccia alla sua esistenza e quindi ha bisogno di continue rassicurazioni che trova solo al di fuori( soldi, successo, fede, etc) dominando sugli altri.
Cerca di sfuggire alla mortalità esercitando il diritto di vita e di morte sugli altri così da sentirsi Dio.
L’ego basa la sua esistenza sul conflitto e la dualità, perché ha bisogno della divisione per distinguersi ed esistere, ha bisogno dell’osservatore separato dall’osservato per sentirsi Dio, ecco tutto l’inganno.
Quindi tutte le istituzioni e le strutture sono lo specchio del nostro ego. Noi le abbiamo nutrite con la nostra paura e adesso loro ci controllano.
A meno che non la smettiamo di credere che quel 5% che riusciamo a vedere sia la vera e unica realtà continueremo a essere schiavi dell’illusione.
Dobbiamo capire che quello in cui crediamo e il modo in cui ci percepiamo, può sia mantenerci in schiavitù che renderci liberi.
Possiamo identificarci con il nostro falso sé, limitato mortale e pieno di paure o vivere la nostra vita sapendo di essere l’Uno. L’unica differenza è tra l’Uno autoconsapevole e l’Uno che ha dimenticato cosa esso sia.
Noi agiamo in piccolo perché crediamo in piccolo. Abbiamo vissuto una falsa identità, un falso nome che non siamo noi.
Guardiamo nello specchio illusorio e rivalutiamo quello che pensiamo di essere.
Allora la coscienza collettiva che è la somma di tutte le credenze di ogni singola mente umana cambierà, anzi sta già cambiando. La paura sarà sostituita dall’amore, l’ignoranza dalla consapevolezza, l’impotenza dalla forza creatrice, la morte dalla gioa della vita e la competizione dalla cooperazione. Scopriremo di essere tutti interconnessi e responsabili. Non dobbiamo cercare l’illuminazione, siamo già illuminati, semplicemente lo abbiamo dimenticato.
Siamo l’universo che prende coscienza di se stesso ed è qualcosa di meraviglioso.
l’amore infinito è l’unica verità tutto il resto è illusione
Noi non siamo il nostro nome, il nostro corpo, la nostra famiglia, la nostra razza, la nostra nazione e la nostra religione.
Non siamo i nostri possedimenti, il nostro lavoro, il nostro status, la nostra fama, il nostro successo o il nostro fallimento.
Non siamo nemmeno la nostra personalità, i nostri pensieri o le nostre emozioni.
E allora cosa siamo?
Noi siamo Amore Infinito.
Come faccio a saperlo?
Semplice.
Non c’è nient’altro.
David Icke

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